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un progetto di musica e storie fiabe e racconti: francescasegato musiche: emanuelecirani www.gattavola.com

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giovedì, 03 gennaio 2008

duemilaotto



luci

 

"Una volta ho sentito parlare di tempi antichi in cui gli animali, gli alberi e le rocce parlavano con gli uomini.

Mi pare proprio che vogliano cominciare a farlo in ogni istante, e di poter comprendere ciò che vogliono dirmi."

 

Novalis, Enrico di Ofterdingen

postato da: gattavola alle ore 09:55 | link | commenti (1)
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giovedì, 08 novembre 2007

viole si nascevano


Viole si nascevano in vertigine

a precipizio si sta

muti come trascorsi

segnali di pallidi avvinti

Celarsi sui labbri del gelo

è musica di cicatrici.

postato da: gattavola alle ore 21:46 | link | commenti
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domenica, 07 ottobre 2007

Lasciami

osservare il fuoco strano

che mi sale dai polsi.

Si spande in fiamme oblique

di vitree oscillazioni

dalle mani si sciolgono in aria

e mi sollevano, sono i fili

del mondo cui appartengo

prenderanno il mio corpo come una piuma

in direzioni centrifughe

ma senza lacerarmi – è il fuoco danzante.

Non devi aver paura.

 

postato da: gattavola alle ore 10:31 | link | commenti
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martedì, 02 ottobre 2007

presentazione SEGNI DAL CIELO


giovedì 4/10 ore 21.00

LIBRERIA KAOSMOSI PADOVA
Riviera S. Benedetto n. 108 (dietro al Duomo)
reading di racconti con improvvisazioni musicali al Chapman stick
ingresso gratuito
postato da: gattavola alle ore 11:18 | link | commenti
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venerdì, 28 settembre 2007

Il sogno


È di un azzurro abbacinante, il cielo. Macchine e qualche ambulanza si rincorrono sulla statale. Da poche ore è spenta l’eco dell’ultimo temporale d’agosto. Agosto muore. Il tramonto riflette il suo orgoglio oro-arancione sopra l’insegna del centro commerciale. Una giovane madre spinge avanti una carrozzina. L’occidente si accartoccia come un nastro colorato.

È notte. I disegni si sono sbiaditi. Ottō non sente più nulla. Due mani affusolate, bianche, ghermiscono il legno della finestra, come avessero paura di cadere. È sorpreso che siano le sue. Il sogno che l’ha fatto destare gli danza innanzi come un fantasma vestito di fragili veli. Ottō lo fissa stupito. Vorrebbe parlargli, domandare spiegazioni, ma il fantasma svanisce al contatto con le dita.

Di là, dentro al letto, una forma si agita inquieta. Ottō ha paura di voltarsi a guardare. Si è coricato con sua moglie, come sempre. Sul comodino ha appoggiato l’anello. Nello stomaco la cena della sera. Poi quel sogno. Adesso anche le stelle gli sembrano orbite vuote.

È bambino. Colmo d’affetto sospeso, allunga una mano insicura, dubitando di riuscire a sfiorarla. Lei si ritrae, senza saperne il motivo, come una biscia che si nasconde da un solo immaginato frastuono. Lei non ha più di dieci anni. Ha occhi tristi e celesti, malati. – Ottō – sussurra, e lui la vede farsi sempre più stanca. Sdraiata su un lettino d’ospedale, sembra la pallida corolla di un esangue crisantemo. – Sara – la chiama, strozzato da una distanza, mentre il suo viso si espande in un mare di incredulo orrore.

Cadono i petali. Ottō non riesce a parlare.

Una tristezza che la pioggia non lava, consuma il desiderio ed è lunghezza, nuvole, sapone che si scioglie nelle mani. Scema la luce... fuori dal vetro rimane uno specchio di lago.   

 

postato da: gattavola alle ore 22:50 | link | commenti (1)
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mercoledì, 26 settembre 2007

Nella sua stanza, Margherita non dormiva. Con gli occhi fissi sul soffitto, aspettava. Non c’era solo il tenue aroma della primavera, mescolato con le luci della sagra, dentro all’aria. C’era qualcosa. Come quell’altra volta, ma più insinuante adesso, dovunque. Non lo doveva afferrare. Se avesse avuto urgenza di toccarlo, sapeva, l’avrebbe perduto di nuovo. Il suo sguardo andò alla stretta striscia bianca del balcone. Morenti petali depositati dal vento, ed una piuma di qualche colombo. Non c’era significato. Allora fissò il ninnolo colore dell’oro che penzolava inerte sopra il comò. Un regalo. Che mani bianche e piccole le avevano affidato, senza conoscere il segreto del donare. Una dorata cosa inerte, inutile come un baraccone di scherzi. Non c’era significato. Le cose erano morte.  (...)


 Margherita da giardino

"Segni dal cielo e altri racconti",

Francesca Segato, 2007, N.Pesce Editore

postato da: gattavola alle ore 22:32 | link | commenti
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4 OTTOBRE LOCANDINA
per chi capitasse a Padova giovedì 4/10, ore 21 strepitoso gattavola READING con presentazione del libro "Segni dal cielo e altri racconti" di Francesca Segato (Premio Ducas 2007, Nicola Pesce Editore). Musiche di Emanuele Cirani al Chapman Stick.
c/o libreria KAOSMOSI Riviera S. Benedetto 108 PADOVA

"Segni dal cielo" è ordinabile anche mandando una mail a: info@gattavola.com
postato da: gattavola alle ore 22:28 | link | commenti
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martedì, 25 settembre 2007

land of the witch



we used to live in a place – they called it the land of the witch 

remember being a sorry little girl

washing hands

there was a day, a grey november fog

when i first heard about her

remember mother saying “don’t you ever go there”

there was this tree, a chestnut tree

and somehow it seemed that its roots were sinking in the fog

a song i heard, the music i was told

a shiny purple star

descending from the leaves

a shiny little shape surrounded me

yet they keep saying that nobody showed up

there was no wood, no light, no star

remember being a sorry little girl

remember mother saying “there will be nothing there”

postato da: gattavola alle ore 16:50 | link | commenti (1)
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the meaning of GATTAVOLA


gattavola è un progetto di musica e letteratura

a cura di
emanuele cirani (musiche)
e francesca segato (testi e voce).

postato da: gattavola alle ore 16:45 | link | commenti
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